Trattoria Da Cesare al Casaletto

Trattoria Da Cesare al Casaletto

Ogni volta che voglio uscire soddisfatta da un ristorante ed essere trattata bene vengo qui.
È una delle trattorie più antiche di Roma. Si trova al Casaletto, come recita il nome. Cesare ereditò il ristorante, che all’epoca si chiamava diversamente, dai suoi genitori e ne divenne il gestore. Oggi a condurlo ci sono Leonardo e Maria Pia.
Io non ho conosciuto la gestione di Cesare, ma quella attuale è impeccabile.
È necessario sempre prenotare, e anche con molto anticipo.
Il locale ha una stanza interna, contenente una ventina di tavoli, e una veranda esterna, caratterizzata da un soffitto di foglie di vite, dove l’estate è perfetto mangiare.
Lo stile è molto curato e di primo acchito non sembra la classica osteria romana.
Voglio raccontarvi dell’ultima volta che ci sono stata, in occasione del mio compleanno, quando sono andata con la mia famiglia.
È febbraio e dunque ci accomodiamo dentro.
Arriviamo abbastanza presto, c’è solo un altro tavolo con alcune persone sedute (nell’arco di una mezz’ora il ristorante si riempirà).
Ormai conosco quasi a memoria il loro menù e, dopo averlo letto al volo, vado a colpo sicuro: bruschetta con burrata e alici, come antipasto, e ravioli ripieni di ricotta e spinaci, conditi con pomodoro e basilico, come primo. Sono quasi certa che prenderò anche il secondo, ma voglio gustarmi le prime due pietanze ordinate.
Scegliamo anche il vino e ci buttiamo su un rosso, precisamente un ottimo Nebbiolo delle Langhe, Cascina Corte.
Intanto fermiamo un po’ la fame con il loro ottimo pane, tipico romano, crosta croccante e mollica morbida.
Dopo poco arrivano gli antipasti, la mia bruschetta è fenomenale (ma già lo sapevo!). Assaggio anche le polpette di bollito prese da mia mamma, con una colatura di pesto e una spolverata di pecorino in superficie, buonissime!!
Una volta che lo stomaco finisce di apprezzare il cibo appena gustato, ci portano i primi.
I piatti sono abbondanti (amo questo posto anche per questo). I miei ravioli sono divini, conditi benissimo e cotti alla perfezione.
Si avvicina Leonardo al nostro tavolo, chiedendoci come procede la cena. Mio papà, ottima forchetta come me (da qualcuno dovrò aver ripreso), gli fa i complimenti per i ravioli. Leonardo ci racconta di come li preparano e dov’è che vanno a prendere la ricotta per riempirli. Il posto è lo stesso dove comprano il formaggio per fare la cacio e pepe. Si viene a scoprire che mio papà conosce il negozio!
Alla fine del discorso fa una battuta a Leonardo: “E allora prima o poi dobbiamo venire a provare ‘sta cacio e pepe!”
Nel frattempo, decidiamo di prendere anche i secondi, ma di dividerceli. Io scelgo il picchiapò (per chi non è di Roma, si tratta di un bollito di carne stracotto nel pomodoro, morbidissimo!) e l’immancabile cicoria. Perfetti entrambi.
Iniziamo a mangiare i secondi e dopo poco arriva al nostro tavolo un cameriere, chiedendo: “Per chi è la cacio e pepe?”. Ci guardiamo e diciamo, quasi in coro: “Forse c’è un errore, noi siamo già ai secondi!”. Arriva Leonardo e ci dice che ce l’ha fatta preparare appositamente per farci assaggiare il famoso cacio.  Adorabile! Nulla da dire, anche questa pasta è ottima!
Finiamo di mangiare i secondi e, ovviamente, scegliamo i dolci.
Io già so che prenderò I Cesarotti, ossia 6 dolci in formato mignon: due pezzetti di crostata con marmellata chiara e scura, il croccante di mandorle e caramello, il tiramisù, la panna cotta e la crema catalana, tutti e tre in piccoli bicchierini. Non sbaglio mai!
Vado a pagare, stasera offro io visto che invecchio, e faccio i complimenti per la cena a Leonardo e ai suoi collaboratori.
Il rapporto qualità/prezzo è ottimo.
Usciamo sazi, soddisfatti e certi che torneremo presto!
Il mio voto è 9,5.

Trattoria da Cesare al Casaletto
Via del Casaletto, 45 – 00151 Roma
Tel.: 06 536015; 351 8901483
https://www.trattoriadacesare.it/

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