06 Ago Da Enzo al 29
Volevo provare questo ristorante storico da tempo, sia perché me ne hanno parlato alcuni amici, sia perché ho letto sempre buone recensioni su giornali e siti web.
Devo però dire che ho voluto andarci soprattutto perché ogni volta che passeggiavo per le viette di Trastevere l’occhio cadeva sempre sui tavolini di legno ricoperti dalle classiche tovaglie a quadretti bianchi e rossi. A dir la verità, non cadeva solo là: ogni volta mi stupivo di quanta fila ci fosse fuori al locale. Parliamo di code di persone che arrivavano anche fino a 50-60 metri.
Ebbene, tutte le volte che ci passavo davanti mi dicevo: prima o poi ci andrò!
Mi informo sulle prenotazioni e scopro che le accettano (se fatte però con mooolto anticipo) solo per le 19.30, dopodiché ti tocca la fila. Nel mio caso era già tutto pieno anche a quell’ora.
Un sabato sera decido di andarci, sono stata particolarmente fortunata perché parliamo del sabato sera precedente al lockdown da Corona Virus (la mia ultima cena fuori prima della quarantena!!) e, dunque, la gente in giro era nettamente minore del solito.
Arrivo verso le 19.45, le persone in attesa del proprio tavolo sono già parecchie. Il cameriere prende il mio nome e ci dice che a breve ci farà accomodare.
Per ammazzare il tempo, anzi per sfruttarlo al meglio, vado in un bar lì vicino per prendere qualcosa da bere. Torno con gli spritz, ottimi per fare un aperitivo in piedi davanti al ristorante. Non faccio in tempo a rimettermi in coda che tutti mi chiedono dove fossi andata a prenderli! Ci ritroviamo in una decina (stranieri e non) a brindare per il vicoletto! Amo queste cose!!
Finisco lo spritz e ci fanno entrare. Ci fanno sedere ad un mini tavolo da 4 (il cosiddetto tavolo sociale) con due turisti olandesi, davvero simpaticissimi!
Si avvicina il cameriere per prendere le ordinazioni e decidiamo di ordinare il loro fantastico pane casereccio con olio di oliva in cui inzupparlo e come antipasto scegliamo l’immancabile carciofo alla giudia (siamo in primavera e dunque in piena stagione).
Accompagniamo il tutto da un buon vino rosso della casa.
Il pane è ottimo, croccante fuori e morbido dentro, accoppiata eccellente per inzupparlo nell’olio. Il carciofo è perfetto, cotto veramente a puntino e per niente unto.
Come primo mi butto sull’amatriciana. Quando arriva il piatto, noto che la porzione è abbondante ma non troppo. La pasta è buona ma mi aspettavo di più, il guanciale non lega benissimo con il sugo; non so, c’è qualcosa che non mi convince.
Ad ogni modo finisco la mia pasta (non sia mai!) e decido di dare ad Enzo un’altra chance con le polpette al sugo e la cicoria.
Ecco, qui già va meglio, le polpette sono morbide e saporite, la cicoria divina, piccante al punto giusto e per niente asciutta, proprio come piace a me!
Decido di concludere con un dolce e scelgo il tiramisù, è “da sturbo”, come dico io. Viene servito in un bicchiere di vetro stile “servizio della nonna”, come in ogni osteria che si rispetti. E’ davvero ottimo.
Sebbene l’attesa, il parcheggio che te lo sogni, a meno che non hai il due ruote, e la pasta dalla quale mi aspettavo qualcosa in più, si merita un 8,5.
Almeno una volta va provato!
Da Enzo al 29
Via dei Vascellari, 29 – 00153 Roma
Tel.: 06 5812260
http://www.daenzoal29.com/
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