16 Giu Pipero Roma
Continua il mio ed il vostro viaggio per i ristoranti stellati.
Questa volta parliamo di una Stella Michelin e siamo al Centro di Roma.
Il locale affaccia su uno dei corsi principali della città e attraverso le sue ampie vetrate si riesce ad intravedere gli interni.
La porta di ingresso è imponente, al lato c’è l’immancabile targa con la stella e sotto di essa il citofono da suonare per essere accolti.
Accompagnata dal personale, percorro un piccolo corridoio e poi mi accomodo al tavolo.
L’ambiente è davvero particolare, i soffitti sono molto alti, caratteristica di tutti gli edifici situati nel Centro Storico della Capitale.
L’entrata sembra un salotto di casa, ci sono alcune poltrone attorno ad un tavolino, alte lampade da terra ed una libreria contenente diversi volumi di enogastronomia e non solo.
I lampadari, dalla sommità dei soffitti, irradiano molta luce, sembrano delle costruzioni di carta, particolarissimi!
Il tavolo è tondo, in legno e non è apparecchiato. Al centro ha una decorazione in metallo, nel seguito scoprirò che può diventare un supporto per i piatti, se capovolta. Le sedute consistono in poltrone molto comode e confortevoli, direi avvolgenti.
Dopo qualche minuto passa il cameriere per chiedermi che tipo di acqua preferisco e poi mi lascia il menù e la carta dei vini.
Mentre leggo, decido di iniziare con un aperitivo a base di Franciacorta.
Tra le varie proposte presenti, scelgo di fare una degustazione di 7 portate con la selezione di vino al calice in abbinamento.
Le bollicine arrivano con alcuni stuzzichini preparati al momento. Il Franciacorta è di qualità eccellente. Tra gli stuzzichini ci sono dei tacos vegetariani a forma di maialino (troppo simpatici), un piccolo panino giapponese ripieno e i Ritz (ricordate i salatini?) fatti da loro.
Sono uno più buono dell’altro!
Poco dopo portano il pane caldo, fatto con lievito madre, che posizionano nel supporto in metallo al centro del tavolo, ora diventato portavivande, ed accanto alle posate mettono un piattino in cui versano l’olio EVO nel quale intingere il farinaceo. Partiamo già bene!
La degustazione è stata una delle più particolari che abbia fatto, vi spiego il perché.
Tra i diversi piatti che ho assaggiato, c’era una rivisitazione della classica impepata di cozze. Quando è stato il loro turno, mi hanno spiegato nel dettaglio quale è stata la preparazione: le cozze vengono aperte molto velocemente e poi condite con la loro manteca, il limone, il pepe e successivamente con un velo di acqua di cottura. Alla vista si presentano come se fossero in gelatina. Un piatto unico e sorprendente!
Un’altra cosa che mi è rimasta impressa è stata la scelta di un abbinamento cibo-vino. Con il fois gras con funghi e mirtilli hanno scelto di abbinare un liquore alle visciole. Nel momento in cui mi hanno detto quale era l’abbinamento proposto, sono rimasta un po’ scettica, ma poi effettivamente il sapore di quel piatto si è rivelato in perfetta sintonia con il liquore.
Ho anche assaggiato la “Carbonara di Pipero”, qualcuno si chiederà: ma agli stellati fanno anche la carbonara? Ebbene sì, ed era eccellente!
Al termine della degustazione ordino il caffè a cui accompagnano l’immancabile pasticceria (uno dei momenti che mi piace di più di queste esperienze), composta da pasticcini ripieni di crema, tartufi di cacao e nocciole ricoperte di cioccolato, non saprei decretare il migliore!
Concluso il caffè, il Maitre mi chiede se desidero un gin tonic per digerire e decido di accettare la proposta (il mio fegato mi maledirà!).
Il bicchiere è particolarissimo, di vetro molto spesso ed interamente lavorato, ma la cosa che mi ha sorpresa di più è stata la cannuccia: in vetro, fichissima! Il gin è superbo, di una qualità superiore.
Concludo in questo modo un pranzo unico.
Enogastronomia eccellente, location molto particolare e personale all’altezza. Il mio voto è 10.
Pipero Roma
Corso Vittorio Emanuele II, 250 – 00186 Roma
Tel. 06 68139022
http://www.piperoroma.it/
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